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SESSION #1 |
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A S T E R O I D B L U E S |
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E’ un periodo di magra per i cacciatori di taglie. Spike e Jet, forse i più abili nel loro mestiere, viaggiano a bordo del Bebop a caccia di criminali. Purtroppo anche per i migliori è un brutto periodo. La loro nave attraversa uno dei tantissimi Gates che collegano le nuove colonie del sistema solare. Spike si allena nelle arti marziali mentre Jet è indaffarato a cucinare un magro pranzo e a pensare al lavoro. Finalmente c’è una grossa preda da cacciare. Il suo nome è Asimov Solensan, un trafficante di droga che sta seminando il terrore su uno dei tanti asteroidi colonizzati; sembra che si sia rifugiato dalla sua donna e pur essendo continuamente braccato dalla polizia e dai suoi ex compagni nessuno è in grado di fermarlo. Spike, spinto dai morsi della fame, si dirige sull’asteroide con il suo Swordfish e parlando con “Toro che ride”, il vecchio saggio che apparirà più volte nella serie, scopre il luogo dove incontrerà Asimov. Quest’ultimo, è occupato con Katerina, la sua ragazza, a vendere la droga, che aveva sottratto ai suoi compagni, al migliore offerente. SEE YOU SPACE COWBOY
NOTE E’ impossibile non appassionarsi a Cowboy Bebop. Questo primo episodio è un capolavoro, sotto tutti i punti di vista. Più dedicato alla figura di Spike che diventa subito un mito mentre quella di Jet Black sarà
approfondita in altri episodi. E’ una dura storia dove “i cattivi“ non sono altro che persone sfortunate alla ricerca di una vita migliore, nella speranza di realizzare i propri sogni per uscire da un mondo in cui si lotta per la sopravvivenza; Ma è possibile tutto questo? Si possono realmente realizzare anche i sogni più impossibili o e tutta
un’illusione? Il bellissimo finale ci darà una risposta e colpirà anche Spike con la sua drammaticità. Quest’episodio si può definire come l’essenza della serie essendo la puntata non relativa al passato dei protagonisti più bella e coinvolgente. Non posso parlare di tutte le mie scene preferite perchè mi troverei a raccontare nei particolari tutto
l’episodio. Degne di nota sono la scena in soggettiva, vista dagli occhi iniettati di sangue di Asimov, una trovata geniale, e la scazzottata tra lui e Spike che agilissimo, sembra ballare sulle note della canzone RUSH. Parlando di musica, in quest’episodio Yoko Kanno ci stupisce subito con i brani d’acustica più belli di tutta la serie tra cui Spokey Dokey,
ELM e l’atmosferico Road to the West che ascolterete nella parte finale della puntata. In conclusione, sebbene la serie abbia tante trame diverse e meno impegnative di questa, chi non apprezza quest’episodio non apprezzerà mai Cowboy Bebop perché è un anime per palati fini, lontano da quello a cui eravamo abituati fin ora. |
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SESSION #2 |
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S T R A Y D O G S T R U T |
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E’ ancora dura per Jet e Spike che vorrebbero mangiare una bell’anatra alla pechinese. Finalmente Big Shot, il programma per i cacciatori di taglie condotto da Punch e Judy, rilascia i dati di una nuova taglia. Il ricercato si chiama Abdul Hakim, un ladro un po’ particolare, interessato soprattutto al mondo animale, infatti, ha rubato una cavia ad un laboratorio di ricerca. Questa cavia non è altro che un cane, un Welsh Courji che all’apparenza sembra una semplicissima bestiola ma in realtà è il frutto di un esperimento innovativo. “...dicono che sia un animale estremamente intelligente. Si vocifera addirittura che abbia un prezzo astronomico!” Per questo ad Hakim interessa tanto venderlo. Ovviamente a caccia del cane c’è anche un gruppo di scienziati. L’episodio viaggia su una serie d’equivoci che si complicano quando il cane scappa da Hakim; mentre questo rincorre la bestiola, Spike rincorre il ricercato e a loro volta gli scienziati seguono tutti in una divertente corsa accompagnata dalla canzone Want it all back. Alla fine il Courji semina Hakim con un salto da un ponte finendo dritto in faccia a Spike. Jet Black, che trova sempre una soluzione, convince il suo amico ad usare il cane, battezzato Ein, come esca per catturare il ladro. Si scatenerà un’altra corsa dietro il cane, questa volta sulle note di Bad Dog No Bisquit. SEE YOU SPACE
COWBOY
NOTE Dopo Asteroid Blues vedrete un episodio “per tutta la famiglia”, infatti, questo “Stray Dog Strut” ci mostra subito come le atmosfere della serie siano sempre diverse le une dalle altre.
Naturalmente non è un capolavoro come il primo ma ha l’importanza di farci conoscere Ein, il cane che dopo questa simpatica avventura finirà col vivere con i nostri amici.
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SESSION #3 |
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H O N K Y T O N K W O M E N |
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Una seducente donna sembra essere nei guai. Un gruppo di scagnozzi del potente Goton non le danno tregua. Fermata da questi è subito portata a bordo della nave del boss. Goton ha bisogno di lei; chi meglio della sexy Faye Valentine può eseguire un lavoro ai tavoli da gioco, infatti, è paragonata ad una leggendaria giocatrice di carte. La sua abilità è nota in tutti i luoghi dove ci sia qualcosa da scommettere, però non sempre Faye è riuscita a vincere essendo continuamente braccata dai suoi creditori. Il lavoro consiste nel far giocare al tavolo del Black Jack uno strano tipo per fargli perdere tutto quello che ha. L’ultima fish la regalerà a Faye. E’ proprio quella che sembra interessare a Goton. La sera in cui questo “scambio” deve avvenire, al casinò giungono Jet e Spike, speranzosi di vincere qualcosa. La bella Faye è gia al tavolo da gioco guardando il monitor con l’immagine del tizio che dovrà giungere a momenti. E’ Spike che siede al suo tavolo per giocare e tutto fa pensare che sia lui il possessore della fish. Perso tutto, al cowboy resta la sua ultima fish che la conserva per ricordo. Faye stupita gli corre dietro. Intanto al casinò giunge il vero uomo dello scambio che si scontra con Spike. Le loro due fish cadono a terra e nella confusione se le scambiano senza accorgersene. In questo grosso equivoco Spike entra in possesso della misteriosa fish. EASY
COME, EASY GO
NOTE Un episodio bello come il personaggio che ci fa conoscere. Faye Valentine si fa subito ammirare e nel finale ci sembrerà davvero la Fujiko del futuro. La trama è interessante, con questi equivoci che coinvolgono Jet e Spike, pronti ad affrontare qualsiasi sfida. Il primo si dimostra ancora la mente mentre Spike si occupa dell’azione. Dovremo attendere ancora per ammirare il grande Jet Black, il mastino che non molla mai la sua preda! Per quanto riguarda la musica ascolteremo Spy, Piano Bar e Piano Black, che sono adatte all’atmosfera da casinò, in particolare le prime due. N.Y.Rush, invece, accompagnerà l’azione finale. |
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SESSION #4 |
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G A T E W A Y S H U F F L E |
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In un ristorante dove il piatto tipico sembra essere il topo marino di Ganimede, Jet e Spike osservano attentamente la loro preda che siede ad un tavolo ad ingozzarsi di quegl’animaletti in via d’estinzione. Prima che i due possano agire, dei terroristi fanno un ingresso plateale nel locale, compiendo un vero massacro. I cowboys non si lasciano prendere di sorpresa anzi, vedendo il ricercato morto stecchito, decidono di catturare il capo dei terroristi. Un’impresa facile dato che si tratta di una signora, un po’ avanti negl’anni, di nome Maria Murdok, nota per i suoi attentati e per la grossa taglia che gli pende sulla testa. Quest’arzilla donna è il leader degli “Space Warriors”, un’organizzazione terroristica che combatte per gli animali dell’universo in via d’estinzione. In particolare, la Murdok combatte per i topi marini di Ganimede e per la loro salvezza ha in mente un orribile piano legato al destino di Ganimede… SEE
YOU SPACE COWBOY
NOTE Niente di particolare in quest’episodio. E’ importante perchè Faye entra definitivamente nella vita di Jet e Spike senza il loro permesso. A me piace la scena finale della corsa nel Gate quando Spike deve vedersela con le testate multiple della Murdok, il tutto accompagnato dalla canzone To Good to Bad!! |
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SESSION #4 |
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B A L L A D O F F A L L E N A N G E L S |
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“All’angelo corrotto cacciato dal paradiso non resta altro destino che farsi demonio, non sei forse d’accordo Spike?”
“Io
vivo in un sogno dal quale non riesco a destarmi”
“Ti risveglierò io!”
“Non c’è fretta Vicious, in fondo ci rivediamo dopo tanto”
“Mi stai chiedendo di risparmiarti?”
“Non credo che una simile idea possa toccarti il cuore, anche davanti al suo creatore la bestia non conosce gratitudine”
“Mao aveva perduto gli artigli per questo è morto, non c’è posto per gl’agnelli all’inferno… questo vale anche per te”
“Spike
che ne dici di buttare quella pistola!” |
Marte. In uno dei più alti grattaceli della città è avvenuto un incontro insolito. Due capi di bande rivali, dopo anni di lotte per la supremazia, hanno deciso di firmare una tregua. Mao Yenrai, il boss del Red Dragon, ormai è stanco di lottare e soddisfatto dell’accordo osserva la nave del suo ex nemico allontanarsi nel cielo. Ad un tratto questa esplode. Gli uomini di Mao sono stati tutti eliminati e tra i cadaveri cammina un uomo misterioso, accompagnato da un grande uccello nero aggrappato alle sue spalle e da un gruppo di temibili assassini che, afferrando il boss, lo uccidono senza pietà. Le ultime parole di Mao relative alle sue nuove idee sulla convivenza dei clan non impietosiscono il gelido uomo alle sue spalle. Mao: …se almeno Spike fosse qui allora tu… Al suono di queste parole, il volto dell’individuo sanguinario accenna un sorriso inquietante e il gracchiare del suo uccello si ode in tutto l’edificio, ma che cosa centra Spike in tutto questo? Il Bebop è su Marte e Jet e Spike hanno una discussione accesa relativa alla nuova taglia che non è altro che Mao Yenrai. Jet Black sa che è pericoloso immischiarsi negli affari della mafia più temibile del sistema solare, mentre Spike è molto interessato a quell’uomo e non perde tempo dirigendosi subito in città. Faye trova interessante la taglia su Mao e risponde ad una chiamata al Bebop relativa ad un grosso affare. Senza dire nulla a Jet, segue le informazioni che la portano al teatro dell’opera dove potrebbe catturare il boss del Red Dragon; intanto, Spike incontra una vecchia amica di nome Anastasia che rivedendo il giovane crede all’apparizione di un fantasma del passato. All’opera, intanto, Faye trova Mao e con amarezza scopre che è morto.
-Sorpresa? Faye:
ma è morto, lei chi è? -Il mio nome è Vicious. Vicious, questo è il nome dell’uomo gelido e misterioso. Sul volto di Faye si legge il terrore, solo ora si rende davvero conto di essersi cacciata in un grosso guaio, mentre il pubblico applaude il cantante lirico per la sua esibizione. Alla fine Faye risulterà essere l’esca per Spike; per qualche oscuro motivo, Vicious lo vuole morto a tutti i costi. SEE YOU SPACE COWBOY
NOTE Non
so se sono abbastanza degno di dare un giudizio a quest’episodio che apre
uno squarcio nel passato di Spike. Posso definire “Ballad Of Fallen Angel”
non un’opera d’arte ma l’OPERA d’ARTE; come tutti gli episodi relativi
al passato dei protagonisti ha un’atmosfera più cupa e malinconica, qui
accentuata molto dalla presenza del crudele Vicious e dai ricordi di un
passato che sta per riaffiorare. Parlando di Vicious, questo diventa subito un
personaggio culto, ogni sua apparizione ci provoca un sentimento che non si può
spiegare a parole. L’episodio non ha una trama complicata, non ne ha bisogno
perché è tutto basato sull’atmosfera, sui dialoghi e sguardi dei
personaggi, in particolare, nella chiesa gotica, assisteremo AL DIALOGO tra
Spike e Vicious alla quale noi esseri umani dobbiamo solo inchinarci. In tale
occasione, la musica di Yoko Kanno ci stupisce ancora con una delle canzoni più
belle della serie: la struggente RAIN. Naturalmente
Il design è perfetto. Da quest’episodio cominciamo ad avere i primi dati
relativi a Spike, ma sono ancora tante le domande che ci poniamo soprattutto
quando ci vengono mostrate le misteriose immagini del suo passato nella
bellissima scena conclusiva. Con questi flashback ascolterete Green Bird, una
canzone dal coro angelico. Dopo aver visto questa puntata ci chiediamo se ce ne saranno altre alla stessa altezza. Io dico solo che fino alla fine questa è stata sempre la mia preferita, ma tutti gl’episodi relativi al passato dei protagonisti sono capolavori. Naturalmente io non faccio mai riferimento alle ultime due puntate della serie; è dato per scontato che quelle sono la pura perfezione. |
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