L'argomento musica in Cowboy Bebop è così vasto ed importante che per trattarlo al meglio bisognerebbe dedicarci un intero sito con approfondimenti e riferimenti a più generi musicali, insomma concentrare tutte le energie sulla musica. Purtroppo da solo non riuscirei a fare una cosa del genere, lo scopo del Blue Crow è quello di trattare Cowboy Bebop in tutte le sue parti quindi mi accontento di realizzare una buona sezione nelle mie possibilità e con indispensabili aiuti. Non sono un esperto di musica, non ne so parlare in termini tecnici e la mia conoscenza di gruppi musicali è così scarsa che non saprei fare nemmeno un riferimento. La cosa che mi consola è proprio il fatto di essere un grande conoscitore della musica di Cowboy Bebop, ne vado pazzo e sono fiero della mia scelta. Grazie a Bebop tante persone come me hanno trovato nuove passioni, una porta si è aperta per mostrarci un mondo di cui noi non eravamo a conoscenza. Allo stesso tempo quelli che conoscono bene la musica, che la amano e la suonano non possono che confermare l'alta qualità della colonna sonora di CB ipotizzando subito confronti con i propri gruppi preferiti, quindi confronti con la musica che non ha a che vedere con il solo mondo dell'animazione, perchè Bebop è qualcosa di più. Il mio compito principale è rilasciare informazioni utili sui cd, alla vostra sinistra quindi trovate un menu in flash che vi porta direttamente alle schede dei CD, alla pagina dei testi delle canzoni e all'acclamata Music Gallery. Se invece vi interessa sapere qualcosa di più (con il menu a destra) propongo un piccolo viaggio che parte dalla nascita del Jazz e del Bebop fino all'avvento dei Seatbelts, il nostro gruppo preferito. Lo so lo so, è comunque riduttivo parlare solo di questi due stili con Yoko Kanno nei paraggi, ma è anche vero che il Jazz ed il Bebop rappresentano al meglio la vera anima di CB. Il Blue Crow Stuff è l'angolo riservato alle Guitar Tabs del superbo Vicious85 e alle info sulle recensioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
IL JAZZ

 

Il Jazz nasce dalla sintesi di elementi diversi 

La parola jazz, di origine e di significato incerti, appare per la prima volta  nel 1913, quando un giornale di San Francisco, negli Stati Uniti, utilizza questo termine per indicare una forma musicale. Nello stesso anno nasceva la Original Dixieland Jazz Band, un’orchestra di musicisti bianchi che imitavano lo stile dei neri di New Orleans e che nel 1917 incisero il primo disco jazz.

Naturalmente, però, benché esistano queste “date di nascita”, il jazz non spunta all’improvviso, ma si sviluppa sulla base di diverse tradizioni preesistenti, a volte anche molto lontane tra loro. Semplificando un po’, possiamo dire che esso deriva dalla confluenza di tre elementi fondamentali:

 

I Work Songs

Il Blues

Il Ragtime

 

I Work Songs accompagnavano il lavoro degli schiavi nelle piantagioni

I neri che lavoravano nelle piantagioni del sud usavano accompagnare il proprio lavoro e coordinare i propri movimenti con i cosiddetti Work Songs. Questi canti si basavano spesso sulla contrapposizione fra un solista, che intonava il brano e ne cantava le varie strofe, e il coro, che rispondeva con una breve frase a ogni frase del solista. Questa alternanza tra solista e coro, che viene detta “stile responsoriale” (cioè a domanda e risposta), è tipica di tutti i canti afro-americani, e passerà nel jazz. I testi dei work songs inizialmente erano insignificanti, ma in seguito affrontarono argomenti legati alle condizioni di vita degli schiavi di colore, a volte addirittura di velata protesta sociale.

 

Il Blues descrive la miseria e l’emarginazione dei neri americani

Il Blues, canto solistico di argomento profano, diventa popolare presso il grande pubblico nero americano solo durante gli anni venti, ma nasce nelle campagne del sud degli Stati Uniti già nella seconda metà dell’Ottocento. La fine della guerra civile (1861-65) portò finalmente all’abolizione della schiavitù, ma non all’uguaglianza reale fra bianchi e neri. Molti ex schiavi, anzi, furono scacciati dagli ex padroni e videro peggiorare improvvisamente la propria condizione, perché si ritrovarono in un ambiente ostile, costretti a lavori a cui non erano abituati. Nel blues viene descritto l’universo di miseria e di emarginazione in cui vivevano i neri americani. Troviamo infatti canti che descrivono il vagabondo in cerca di lavoro o di un posto dove dormire, altri che testimoniano lo stato d’animo di chi è costretto a vivere lontano dalle persone care, altri ancora che parlano della condizione delle donne, doppiamente emarginate in quanto donne e in quanto nere. Dal punto di vista musicale, il blues nasce dalla sintesi di due tradizioni diverse: quella del canto africano, che lo imparenta con i canti di lavoro e gli Spirituals (canti di argomento religioso), e quella della musica popolare europea, soprattutto delle ballate del nord.

 

Il Ragtime è la prima musica strumentale afro-americana

Il Ragtime irruppe improvvisamente sulla scena americana nel 1896, ed ebbe subito grande successo per il suo carattere allegro e spensierato. I suoi tratti fondamentali possono essere sintetizzati così:

Di ispirazione popolare, nasce però come musica d’autore, scritta, generalmente (ma non solo) pianistica e di difficile esecuzione; è quindi la prima espressione strumentale della musica afro-americana, che fino ad allora si era espressa solo vocalmente; il ragtime è praticato soprattutto da musicisti meticci, nati cioè da un genitore nero e uno bianco, che costituivano una élite privilegiata rispetto ai neri; essi si rifanno alla tradizione europea, di cui però conoscevano soprattutto i sottoprodotti: marce, polke, quadriglie ecc.; Poiché il ragtime è musica interamente scritta, nella sua forma originale non è presente l’aspetto improvvisativo, che è invece tipico del jazz.

 

A New Orleans nascono le prime forme di jazz

Alla fine dell’ottocento la città di New Orleans era una delle più importanti degli Stati Uniti. Grazie alla sua posizione sul delta del fiume Mississippi, era infatti diventata un grande centro commerciale e un punto di incontro fra varie culture. Molti ex schiavi si ritrovarono a New Orleans, e nel quartiere dei divertimenti alla periferia della città (il famoso Storyville) svilupparono le prime forme di jazz. Da un lato sorsero le prime orchestrine, le cosiddette brass band, che sfilavano per le strade di New Orleans nei giorni di carnevale, accompagnavano le manifestazioni elettorali, seguivano i funerali e riaccompagnavano i parenti e gli amici del defunto alla fine della cerimonia. Dall’altro il jazz si sviluppò anche nei locali notturni di Storyville, spesso teatro di risse, rapine, delitti e disordini di vario tipo, dove si svolgeva una vita musicale intensissima e caotica.

 

Il jazz di New Orleans presenta aspetti diversi

Le brass band erano complessi strumentali che eseguivano pezzi di carattere bandistico o ragtime. Dopo il 1865, infatti, gli ex schiavi avevano incominciato a utilizzare regolarmente gli strumenti musicali, in particolare cornette, trombe, clarinetti, tromboni, basso-tuba e tamburi, che erano stati abbandonati dai soldati sudisti in fuga ed erano perciò facilmente reperibili.

Nelle brass band in genere il terzetto formato da cornetta (poi sostituita dalla tromba), clarinetto e trombone costituiva la sezione melodica, cioè quella degli strumenti che eseguivano le melodie e a cui erano affidati gli assoli più importanti; il banjo e il basso-tuba (poi sostituito dal contrabbasso) costituivano la sezione ritmica, cioè quella che aveva la funzione di “segnare il tempo”.

Le formazioni che suonavano nei locali notturni di Storyville, invece, usavano spesso strumenti difficili da trasportare, come il pianoforte, e si basavano soprattutto sulla tradizione blues, più tipicamente nera e meno influenzata dalla componente meticcia.

 

L’improvvisazione caratterizza la musica jazz

La maggioranza dei musicisti che componevano le prime brass band non sapevano leggere la musica. Quasi tutti, quindi, suonavano “a orecchio” e spesso, soprattutto durante gli assoli, variavano la propria parte improvvisando secondo l’estro del momento.

L’improvvisazione diventa immediatamente una delle caratteristiche della musica jazz: il jazz infatti è una musica “fatta sul momento”, non destinata a essere scritta, e quindi il musicista può operare con grandissima libertà, creando qualcosa di sempre differente e assolutamente personale. Il jazzista è quindi esecutore e compositore al tempo stesso e se noi ascoltassimo molte versioni dello stesso brano, suonate dai medesimi musicisti, esse sarebbero sempre diverse l’una dall’altra.

 

Con la prima guerra mondiale finisce l’epoca d’oro di New Orleans

L’epoca d’oro di New Orleans e del suo quartiere nero durò circa vent’anni; nel 1917 la marina degli Stati Uniti, che aveva ormeggiato nel porto della città numerose navi da guerra, ordinò la chiusura e lo sgombero di moltissimi locali per ragioni di ordine pubblico.

Alcuni musicisti trovarono allora lavoro sui battelli che percorrevano il Mississippi, ma molti furono costretti a cercare un impiego in altre città ed emigrarono nei centri industriali del nord, come Chicago e New York, che avevano avuto un grande sviluppo e richiamavano lavoratori dalle zone povere del sud.

 

Gli anni venti sono noti come “età del jazz”

Gli anni venti sono noti negli Stati Uniti come “l’età del jazz”, a indicare l’importanza di questo tipo di musica e il suo successo presso tutti gli strati sociali. La prima guerra mondiale aveva infatti provocato grandi cambiamenti sociali ed economici, e molti neri si erano trasferiti dagli stati del sud nelle grandi città industriali del nord, portando con sé le proprie tradizioni e naturalmente anche la propria cultura musicale.

Il successo del jazz è testimoniato da numerosi fattori:

— nascono numerosi gruppi di jazzisti bianchi; questo fenomeno era già iniziato prima della guerra, ma negli anni venti il numero di queste orchestre cresce con grande rapidità, soprattutto a Chicago;

— il jazz non si suona solo nei locali dei ghetti neri (come Harlem a New York e il South Side di Chicago): molti teatri ospitano i più famosi gruppi jazz, segno che “la musica venuta dal sud” attira un folto pubblico e quindi costituisce un buon affare per gli impresari;

— si incominciano a incidere molti dischi di jazz; in questi anni si sviluppa fra l’altro l’industria dei cosiddetti race records, dischi della razza, cioè destinati al pubblico di colore, che si rivelano particolarmente redditizi.

Le conseguenze di questo successo, ben presto, influiscono sulla natura stessa del jazz: le bands arricchiscono di nuovi timbri e i solisti acquistano maggiore importanza che in passato; nasce inoltre un genere musicale derivato dal blues: il boogie-woogie.

 

Le band si arricchiscono di nuovi strumenti

I gruppi di jazz si arricchiscono negli anni venti di nuovi strumenti, e viene precisandosi una nuova struttura della band, composta generalmente da sette elementi: cornetta o tromba, clarinetto, sassofono e trombone costituiscono la sezione melodica; pianoforte, banjo o chitarra e basso-tuba o contrabbasso costituiscono invece la sezione ritmica.

Negli stessi anni la tromba finirà col sostituire la cornetta e il contrabbasso pizzicato prenderà definitivamente il posto del basso-tuba. Alla tromba, lo strumento con il suono più potente e squillante, è in genere affidata la melodia principale; il clarinetto, più agile, esegue invece dei veloci passaggi virtuosistici, mentre il trombone si muove come “sostegno” alle altre due voci.

 

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IL BEBOP

 

Il Bebop rappresenta una rivoluzione stilistica.

Con la seconda guerra mondiale l’era dello swing finisce improvvisamente. L’influenza di questo stile si farà sentire ancora a lungo nella musica leggera e nella musica da film, ma per il jazz la metà degli anni quaranta rappresenta un momento di passaggio fondamentale:

nasce infatti il bebop.

Le ragioni di questa “rivoluzione” sono molteplici. Da un punto di vista strettamente musicale, lo straordinario successo dello swing non era privo di aspetti negativi: l’uniformità e la ripetitività avevano preso il sopravvento sull’originalità e sulla creatività, riducendolo a fenomeno commerciale di massa; da un punto di vista sociale, il fatto che fosse praticato da molti musicisti bianchi ne aveva indebolito il carattere di musica afro-americana, legata alla tradizione popolare nera e alle problematiche della gente di colore.

 

Il bebop modifica molti aspetti dello swing

Con l’avvento del bebop si recuperano gli aspetti più squisitamente “neri” del jazz, che molte orchestre swing bianche, ma anche nere, avevano addolcito e modificato. Tra le differenze più evidenti tra il vecchio stile e il jazz moderno si può notare che:

— lo swing utilizzava soprattutto grandi orchestre; il bebop invece predilige ban di pochi esecutori: tromba e sassofono perla sezione melodica, pianoforte, contrabbasso e batteria per la sezione ritmica ne costituiscono il modello ideale;

— lo swing era musica commerciale, di grande successo; il musicista bebop invece suona per un pubblico ristretto; i boppers (così si chiamavano gli esecutori di questo nuovo stile) assumevano in genere atteggiamenti provocatori e anticonformisti: muniti di grossi occhiali neri, pizzetto e baschetto, parevano disinteressarsi completamente degli ascoltatori e giravano loro le spalle appena terminata l’esecuzione, incuranti degli applausi;

— lo swing era una musica piacevole, ballabile, che spesso esprimeva ottimismo e serenità; il bebop invece è una musica difficile, aspra, ad alto contenuto drammatico. Dal punto di vista melodico il bebop utilizza infatti temi ricchi di intervalli inconsueti, di bruschi arresti e di frasi frammentarie, cioè nel complesso tutt’altro che orecchiabili e graziosi. Dal punto di vista ritmico è caratterizzato da grande velocità e irregolarità. La sezione ritmica delle band diventa più importante e soprattutto più espressiva.

 

Charlie Parker e Dizzy Gillespie sono i più conosciuti esponenti del bebop

Il sassofonista contralto Charlie Parker, detto “Bird”, è senza dubbio il più importante musicista bop e probabilmente il più grande improvvisatore jazz: le sue esecuzioni sono basate su una complessa armonia e su un ritmo molto irregolare ed espressivo. Sebbene sia morto a soli 35 anni, il suo stile ha influenzato un gran numero di musicisti e la sua importanza nella storia del jazz è paragonabile a quella di Louis Armstrong.

Un altro grande esponente del bebop è il trombettista John Birks Gillespie, detto “Dizzy”, che suonò con Parker in numerosissime occasioni. Dal 1945 al 1950 ha diretto la più importante big band bebop, proiettandovi il linguaggio dei piccoli gruppi.

Altri fondamentali boppers furono il pianista Bud Powell, i batteristi Kenny Clarke e Max Roach.

 

Negli anni cinquanta e sessanta si sviluppano nuovi stili

Il bebop ebbe all’inizio uno scarsissimo successo dì pubblico. Ma è a partire da questa esperienza che si sono mossi i musicisti che dagli anni cinquanta a oggi hanno segnato la storia del jazz. Non è naturalmente possibile seguire tutte le strade e tutte le tendenze, ma è giusto indicare almeno le principali:

 

Cool Jazz

Rispetto al bebop proponeva ritmi meno frenetici e sonorità più morbide. Il cool jazz fu interpretato soprattutto da musicisti bianchi, fra i quali il posto di spicco spetta al pianista italo-americano Lennie Tristano;

 

Hard Bop

Continuando invece sulla difficile strada intrapresa dai primi boppers, altri musicisti hanno puntato sul recupero delle radici afro-americane, sull’improvvisazione e su sonorità e ritmi duri e aspri; la ricerca di sonorità diverse li spinse anche a inserire nuovi strumenti, come il flauto e l’organo elettrico, I più importanti interpreti di questa corrente musicale, sviluppatasi intorno alla metà degli anni cinquanta, furono i Jazz Messengers di Art Blakey, il quintetto di Max Roach e Clifford Brown e quello di Miles Davis con John Coltrane;

 

Free Jazz

Una delle ultime correnti del jazz è quella del cosiddetto Free Jazz; essa si basa sul ritorno all’improvvisazione collettiva che caratterizzava lo stile jazzistico di New Orleans, ma soprattutto su un uso molto libero (da qui il nome) dei temi e delle armonie e sull’originalità del timbro strumentale; il suo più importante esponente è il sassofonista contralto Omette Coleman; altri nomi di spicco sono quelli di Albert Ayler (sax tenore) e Cecil Taylor (pianista);

 

Rhythm and Blues

E' un filone di musica popolare afro-americana più commerciale, che si sviluppa a partire dalla seconda metà degli anni quaranta; il pubblico nero, infatti, non accettò inizialmente la rivoluzione dei boppers, e cercò musiche più ballabili e orecchiabili. L’importanza del rhythm and blues è dovuta anche al fatto che, alla fine degli anni cinquanta, esso uscì dai ghetti neri e ispirò uno dei più importanti stili della musica leggera: il rock and roll.

 

Bibliografia: Bravo Bravissimo! di Vasco Vacchi e Piero Mioli

 

 

 

 

 

 

 

 

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THE SEATBELTS

 

Proprio uno strano gruppo, dipende dall'anno in cui ascolti la loro musica...

 

UNA BAND DEL PASSATO

Nel 2071 i Seatbelts sono dei misteriosi musicisti dimenticati nel tempo.

... ed ora, dopo aver parlato dell'evolversi del Jazz e del Bebop nel corso degli anni, è il momento di fare un grande salto avanti nel tempo.

Come spesso accade nell'arte, nella moda e nella musica, dopo aver tanto sperimentato e creato, arriva un momento in cui l'artista tende a riscoprire il passato, a ritrovare vecchie passioni. E' una cosa che capita a tutti.

Ci troviamo nel 2071, è un universo dove gli esseri umani vivono anche su altri pianeti, miliardi di persone, tutti colonizzatori dello spazio. Una società multietnica dove nuove e vecchie tradizioni si fondono per creare nuovi stili.

La musica terrestre si farà sempre sentire, sarà sempre omaggiata e nonostante la tecnologia gli strumenti saranno sempre gli stessi. Anche se le città crescono a dismisura, ci saranno sempre dei quartieri pittoreschi dal sapore terrestre, per le strade vedremo dei chitarristi, nei locali potremo ancora ascoltare le Jazz Band ed i giovani continueranno ad impazzire per l'Heavy Metal.

Vi sento un pò annoiati amici di Radio Free Mars, cercherò di arrivare al punto della questione. Come avevo annunciato oggi dedicheremo l'intera puntata della trasmissione ad un gruppo che molti di voi non ricordano. Da tanti anni seguo l'ambiente musicale del sistema solare con l'intento di trovare la Band che con la sua musica ha rappresentato al meglio lo spirito della nostra epoca, del nostro modo di vivere in diversi punti dello Spazio. Per aiutarmi ho cercato di legare la musica alla vita comune. C'è un mestiere che da un bel pò di anni è diventato quasi una moda: lo Space Cowboy. Tantissimi cacciatori di taglie viaggiano nello spazio, vivono agni giorno nuove avventure e rischi. Questo mestiere si è così radicato nella nostra cultura che non sembra diverso da quelli più comuni, è uno stile di vita vecchio quanto la Terra, ma sono nuove le possibilità che offre l'universo. I Bounty Hunters spesso sono persone solitarie, uomini traditi dal passato, incompresi. Pensando a loro mi sono tornati alla mente gli anni del Jazz, del Bebop e pensando a questi stili un gruppo musicale è riaffiorato nei miei pensieri. Sto parlando dei Seatbelts, una Band che una trentina di anni fa muoveva  i suoi primi passi verso il successo sulle orme del Jazz e del Bebop. Un perfetto ritorno al passato ed allo stesso tempo uno sguardo rivolto al futuro, ecco gli ingredienti che stavo cercando. I membri di questa Band avevano ognuno delle qualità diverse, grandi nell'improvvisazione. Tutti dal talento naturale maturato poi sulla strada e nei bar. Questi giovani così diversi tra loro sono diventati un'unica cosa sotto la brillante guida del produttore Y.K. 

Nel 2048 i SEATBELTS erano già famosissimi.

Il loro primo album, "Cowboy Bebop" conteneva una canzone intitolata Tank! che scalò in fretta la classifica musicale del sistema solare, fu il brano più ascoltato fino al 2056. La fama dei Seatbelts culminò con il successo del "Digging my Potato Tour".

Vi furono concerti su tutti i pianeti, il più famoso fu quello su Ganymede. In quell'occasione riuscii ad intervistare Y.K., era contenta del successo della band (ma non della carne dei topi marini di Ganimede, l'unica sua nota negativa sul Tour). Y.K. Già ipotizzava nuovi album. Nacquero così "No Disc" e "Vitaminless". Notevoli furono le partecipazioni dei Seatbelts con altri artisti famosi, con queste collaborazioni lo stile della Band si arricchi di nuovi orizzonti. Purtroppo essi sparirono all'improvviso dalla scena musicale, le informazioni sui musicisti scomparsero misteriosamente.

UNA BAND DEL PRESENTE E DEL FUTURO

Per noi la musica dei Seatbelts spiana la strada alle avventure dei Bounty Hunters.

Noi siamo un tantino più fortunati dei pionieri dello spazio, viviamo il vero periodo in cui i Seatbelts e Y.K., ovvero Yoko Kanno, sono diventati famosi. Quando la Kanno lavora ad un Anime la musica la fa da padrona, ad esempio in Macross Plus la colonna sonora diventa parte della trama, una protagonista; in Cowboy Bebop è un elemento indispensabile, è un Anime basato su tanti concetti, su nuove idee e la musica non è solo un condimento aggiuntivo, è uno di quei concetti. Ha la stessa importanza del karma di Spike, del passato di Jet e di Faye.

I Seatbelts suonano Jazz ed i suoi tanti stili alternativi, Yoko Kanno oltre ad essere un membro del gruppo coordina come sempre tutto il lavoro. L'importanza in Bebop di questo gruppo viene premiata con l'inserimento dei Seatbelts nella linea temporale della serie. Certamente la cosa è legata soltanto alla produzione dei cd, comunque è uno di quei dettagli che adoro in Cowboy Bebop.

Quindi per noi i Seatbelts sono un'alternativa Jazz Band, per la Serie TV sono un vecchio gruppo che accompagna le avventure dei protagonisti.

 

E' sbagliato però parlare solo dei Seatbelts. La colonna sonora di Cowboy Bebop è bella perchè è varia, questa caratteristica si può ottenere prima di tutto grazie a Yoko Kanno (non esiste mente più eclettica della sua), secondo con le partecipazioni di artisti di un certo livello esterni al gruppo, giapponesi e non. Se per Escaflowne la voce fondamentale era Maaya Sakamoto, per Cowboy Bebop è Mai Yamane ad interpretare le canzoni più belle. Mai Yamane aveva già lavorato con Yoko Kanno in Macross Plus, qualcuno di voi ha mai ascoltato "After in the Dark ~ Torch Song"? Lo spero per voi. Altrettanto bravi ed importanti sono Steve Conte, membro di una band di New York, il chitarrista francese Pierre Bensusan, che ha suonato ELM (...e ho detto tutto). Chi manca all'appello?... Ah, la bellissima voce di Emily Bindiger, il pianista Mark Soskin e tanti, tanti altri. Il supporto di questi artisti stranieri al lavoro dei Seatbelts è stato fondamentale, ed è così che una Jazz Band non è più composta da soli neri o da soli bianchi, ma da un gruppo di persone provenienti da tutto il mondo. I Seatbelts sono una band del passato con il volto del futuro, una band nuova che dona ad un anime ambientato nel 2071 il sapore della vecchia Terra.

I Seatbelts sono:

DRUMS : Yasuo Sano, Akira Sotoyama
BASS : Hitoshi Wantanabe, Maki Kitada, Suzuki Bakabon
GUITAR : Tsuneo Imahori, Masayoshi Furukawa
PERCUSSION : Mataro Misawa, Ikuo Kakehashi, Yoichi Okabe
TRUMPET : Koshi Nishimura, Koshio Araki, Yusuke Hayashi, Akio Terashima
TROMBONE : Yoichi Murata, Satoshi Kawano, Hideaki Nakaji, Yoshiaka Hashimoto, Masanori Hirohara, Junko Yamashiro
SAXOPHONE : Masato Honda, Shigeo Fuchino, Masakuni Takeno, Takuo Yamamoto, Osamu Koike, Naruyoshi Kikuchi
FLUTE : Hideyo Takakuwa, Kazuhiro Iwasa, Mika Hayashi
TUBA : Kiyoshi Sato
HARMONICA : Nubuo Yagi, Ryuichiro Senoo
STRINGS : Masatsugu Shinozaki
SYNTHESIZER : Keishi Urata
PRODUCE/COMPOSE/ARRANGE/KEYBOARDS/NOISES/VOICES/MOOD SETTING : Yoko Kanno
RECORD & MIX : Masashi Yabuhara
 

Hanno cantato per i Seatbelts:
Carla Vallet, Tim Jensen, Mai Yamane, Steve Conte, Masaaki Endo, Gabriela Robin (ma chi sarà mai questa ^_-), Masayoshi Furukawa, Tulivu-Donna Cumberbatch, SYDNEY with Sister R, Emily Bindiger, Jerzy Knetig, Aoi Tada, M, Raju Ramayya, Hassan Bohmide, Scott Matthew


Membri addizionali:
A New York

DRUMS : Jim Mussen, Bobby Previte, Tony Reedus
GUITAR : Stuw Cutler
PF : Mark Soskin
BASS : Booker King
TRUMPET : Steven Berstien
TROMBONE : Josh Roseman
S. SAXOPHONE : Steve Wilson
A. SAXOPHONE : Bob Debellis
T. SAXOPHONE : Paul Shapiro
B. SAXOPHONE : Jim Hartog
JEMBE : Mike Wimberly, Jonh McDowell
HARMONICA : Bill Lynas
CHORUS : Paule McWilliams, Nicki Richards, Sharon Bryant-Gallwey, Lisa Fischer
RECORD & MIX : Rudy van Gelder
A Parigi
GUITAR : Pierre Bensusan
PERCUSSION AND VOICES : Sydney Thiam, Michel Reman, David Mirandon, Philippe Drai, Phillipe Nalry, Thierry Boucou
RECORD & MIX : Dupouy Christophe

 

 

 

 

 

 

 

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Yoko Kanno per me è la dea orientale della musica, in passato avrei detto il dio, hehe vi spiego.

 

Un bel pò di anni fa...

La prima volta che ho visto una anime con le palle si trattava di Macross Plus (lo stesso giorno vidi anche Evangelion). Provate ad immaginare che botta in testa per un ragazzo cresciuto con vecchi cartoni, stravolti da tremendi doppiaggi e censure, trasmessi ancora oggi. Dopo aver preso coscienza della trama e delle tematiche da adulti, della bellezza di immagini e animazioni (che come sempre colpiscono al momento), sono rimasto stupito dalla colonna sonora. In Macross Plus la musica è la prima cosa, proprio come in Bebop. Per uno come me che era ancora fuori dal giro risultava incredibile un lavoro simile su un cartone animato giapponese. Il nome Yoko Kanno entrò subito nella mia giovane vita, ma ero talmente ignorante in materia (a digiuno anche di manga) che per me un nome giapponese valeva l'altro, stabilire il sesso da un nome non mi veniva facile. La mia mente si convinse che Yoko Kanno era un maschio. Piano piano scoprii che 'sto artista dalle presunte palle quadrate aveva tirato fuori dal suo cilindro magico tante altre belle cose. Solo Rumiko Takahashi potrebbe disegnare la mia espressione quando vidi una foto di Yoko Kanno, una donna... quante risate... e chi se lo aspettava. Di sicuro ora con il giapponese ho un rapporto migliore a furia di leggere manga e di vedere gli episodi ed il film di Bebop in lingua originale, a volte mi illudo anche di capirlo... comunque ritornando al discorso, sicuramente meglio una dea che un dio.

 

Quello che posso dirvi oggi di Yoko Kanno non è molto di più di quello che avrei potuto dire qualche anno fa. Di lei ho sicuramente ascoltato più opere, ho imparato a riconoscere il suo modo di fare, ma della sua vita non conosco molti dettagli. Forse non ho cercato abbastanza, ma bisogna ammettere che una cosa è essere fan di artisti europei o americani, una cosa è amare l'operato di una musicista giapponese. Lei è famosa in tutto il mondo, ma provate a parlarne in Italia, i vostri amici vi scambierebbero di sicuro per pazzi.

Che dire di Yoko Kanno, per quello che so è nata il 19 Maggio del 1964 in Giappone. Iniziò a suonare il piano da autodidatta sin da piccolissima, un talento naturale. Il suo ingresso ufficiale nel mondo della musica avvenne con la band "Tetsu100%", lei era la tastierista e compositrice delle canzoni. Rimase con il gruppo fino allo scioglimento, intanto aveva già lavorato per case prodruttrici di Video Games e la sua musica cominciava ad approdare nel mondo della televisione. Compose la colonna sonora di molti sceneggiati e pubblicità (anche uno spot della Coca Cola), ma furono gli Anime a spianargli la strada del successo. Secondo me il segreto di questo successo nasce dal suo eclettismo e dalla sua fantasia. Ci sono tanti compositori di colonne sonore che molto spesso realizzano una soundtrack caratterizzata da un'unica impronta, da un unico stile. Questo non è il modo di lavorare di Yoko Kanno. Per prima cosa studia il background dell'anime in questione, poi con la sua eccezionale conoscenza dei generi musicali non deve fare altro che scegliere lo stile più adatto alla scena, o addirittura di fondere e di creare qualcosa di nuovo per l'occasione. Grazie alla sua strepitosa fantasia è sempre pronta a sperimentare. E' noto che quest'artista non ha un gerere preferito, ama la musica senza fare distinzione di stili. Questo suo grande bagaglio artistico si è arricchito grazie ai viaggi in giro per il mondo. Ha assorbito come una spugna tutte le esperienze straniere. Il risultato si vede nella sua musica che è ricca di tutte le lingue, moderne ed antiche, a volte alcune parole sono del tutto inventate. In alcuni casi YK si avvale della collaborazione di altri musicisti come Hajime Mizoguchi e Akino Arai.

Io ho citato solo Macross Plus ed Escaflowne, ma sono tanti gli anime che hanno goduto del genio di Yoko. Per avere una discografia quasi del tutto completa vi consiglio in particolare il sito The Yoko Kanno Project.

 

 

YOKO KANNO JUKE BOX

Quello che posso fare è offrirvi un pò di canzoni di Yoko da ascoltare.

Non so come proseguirà in futuro questa piccola rubrica, comunque mi piacerebbe farvi assaggiare qualche fetta della produzione di Yoko Kanno, per farvela conoscere e magari spingervi all'acquisto degli originali.

 

 

GHOST IN THE SHELL - STAND ALONE COMPLEX    >> official site

La mia intenzione è di ospitare sul Blue Crow tutto l'ost, perchè merita davvero!

Da notare la notevole presenza di Ilaria Graziano, nostra paesana ^_^

Per trovare qualche parola nella nostra lingua dovete precipitarvi su Velveteen.

  1. Run Rabbit Junk Words by Tim Jensen, Vocal: Hide

  2. Yakitori

  3. Stamina Rose

  4. Surf

  5. Where Does This Ocean Go? Words by Troy, Vocal: Ilaria Graziano

  6. Train Search

  7. Syberian Doll House

  8. Velveteen Words by Troy, Vocal: Ilaria Graziano

  9. Lithium Flower Words by Tim Jensen, Vocal: Scott Matthew

  10. Home Stay

  11. Inner Universe Words by Origa/Shanti Snyder, Vocal: Shanti Snyder

  12. Fish ~ Silent Cruise

  13. Some Other Time

  14. Beauty Is Within us Words by chris Mosdell, Vocal: Scott Matthew

  15. We're The Great

  16. Monochrome Words by Troy, Vocal: Ilaria Graziano

Per le lyrics e altre info vi invito su YK Project.

WOLF'S RAIN    >> official site

Troppo presto per questo nuovo anime, per il momento vi metto a disposizione dei file fatti in casa.

 
  • Stray    (opening theme - Tv Edit) Words by Tim Jensen, Vocal: Steve Conte

  • Gravity (ending theme - Tv Edit) Words by Troy, Vocal: Maaya Sakamoto

COMING SOON!

I prossimi cd che avranno spazio saranno Escaflowne, Macross Plus e Song To Fly.

DALLA SESSION #0

INTERVISTA A YOKO KANNO

download > windows media video (zip file 2,58 MB)

 

Giusto per darvi un'idea, ecco la traduzione dell'intervista a cura di Vicious85.


Music: Yoko Kanno
“Come è usata la musica in questa serie?”

Kanno: ”Ero così sbalordita di trovare…questo pezzo usato per questa scena? Spero che alcuni dei pezzi siano usati per scene diverse [ride]… Ma non ne ho trovato nessuno inappropriato [piegando il capo] Così, sono felice.

“Cosa pensa del team di produzione?”

Kanno:  “Sono tutti così rilassati [ride] …[stendendosi pigramente per imitarli] così, guardandosi attorno pigramente [ridendo] Non credo dicano che sono stanchi. Negli anime, sia commerciali che televisivi, sono tutti così seri, sempre accigliati…<<Questa scena dovrebbe essere così…>><<No, no, l’eroina non dovrebbe mai dire questa parola!>>  Questa è una mia impressione, ma questo team… [abbandonandosi sulla poltrona] …Loro si stanno veramente rilassando…[ride]. E questo si vede nell’anime.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MUSIC STUFF

TV SERIES

_____________________________________/  LYRICS  \__/  MUSIC GALLERY  \_____

 

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COWBOY BEBOP

Original Soundtrack #1

17 Tracce     >>> Vai alla Scheda del CD - Recensione di Jack Frost!

 

Il Parere di Spike82  \______________________________________________

 

E chi se lo dimentica quel giorno. Stavo facendo i compiti d'inglese, una traduzione se non sbaglio. Era un momento memorabile visto che non li ho mai fatti in vita mia, ma quel giorno volevo fare la cosa giusta. Ad un tratto ecco che torna Cassidy dall'università. Si avvicina, mi guarda e mi mette sotto gli occhi Cowboy Bebop Ost#1. OK! Brucio i compiti e via all'ascolto! Da allora 'sto cd si ascolta di continuo da un bel pò di anni (ah, ecco perchè il mio lettore si sta fottendo). Non posso fare a meno di Tank!, di Rush e di Bad Dog No Biscuits, di Space Lion... Quando sto via e ritorno a casa sono in preda a crisi d'astinenza, io devo avere la mia dose di Ost#1! Morirei senza questo cd. E' il cd che tutti i fans di CB devono avere, se non è nella vostra collezione non avete scuse, vuol dire che siete solo dei semplici appassionati. A trovarlo si trova (non dite "No!" all'acquisto su internet), a costare non costa chi sa quale cifra. Come dite? Non siete i tipi da musica strumentale? Bè, questa potrebbe essere una scusa, ma dimostra che non siete fans di Bebop a 360°, fatemi del bene, fatevi del bene, acquistate l'OST#1, la salute prima di tutto.

 

NO DISC

Original Soundtrack #2

18 Tracce     >>> Vai alla Scheda del CD - Manca la recensione -_- (Dove sei Jack?)

 

Il Parere di Spike82  \______________________________________________

 

Mah, mi sembra quasi assurdo dover dare un mio parere sui tre ost perchè tutti e tre sono indispensabili. Non riesco a trovare dei motivi, delle pecche per cui non consigliarveli; immaginateli quindi come se fossero un unico cd da avere. Quello che l'OST#1 non ha finito di offrire a quell'appassionato che vuole più canzoni cantate deve semplicemente proseguire con No Disc. Troverete la bellissima Green Bird che tanto richiedete, un concerto Heavy Metal direttamente da Bagdad da ascoltare dalla radio di V.T., quella tosta di Mai Yamane che ci regala Don't Bother None e Want It All Back. Citarne altre? Perchè dovrei? E va bene se proprio ci tenete vi dico la traccia che da sola vale l'acquisto: ELM, la numero 12. Non siete d'accordo?

 

BLUE

Original Soundtrack #3

17 Tracce    >>> Vai alla Scheda del CD - Recensione di Jack Frost!

 

Il Parere di Spike82  \______________________________________________

 

L'OST#3 è quello a cui sono più affezionato, prima di tutto perchè è il primo cd che ho comprato, secondo perchè secondo me è il migliore. Quel capolavoro di Blue, la prima delle 17 tracce, piace a tutti. Si prosegue con tante canzoni cantate e naturalmente con alcuni bgm strumentali. Quando iniziai a fare ricerche sulla colonna sonora, in Italia Cowboy Bebop non era ancora terminato. Inutile dire che a quei tempi trovare degli mp3 per farsi un'idea era una vera impresa. Quando scoprii che Word's That We Counldn't Say, la canzone che cercavo disperatamente, era su Blue ordinai subito il cd su internet. Eh già, è soprattutto per la seconda traccia che ho ordinato l'ost#3.

Gloria ed onore a quel giorno in cui ricevetti il pacchetto, che gioia nello scoprire le altre tracce. Che bello potermi ascoltare al massimo volume e per tutte le volte che volevo canzoni che negli episodi si ascoltano solo per poco. Alcune, che nell'anime non avevo ancora sentito, iniziarono subito a piacermi. Go Go Cactus Man fu una vera sorpresa. Non immaginate per quanto ho atteso l'episodio che la conteneva, quante risate poi con Cowboy Funk!

Come per No Disc non voglio elencarvi tutte le tracce e dire quanto sono belle, non ha senso.

Se qualcuno mi chiede un consiglio su quale cd acquistare io rispondo: "Con Blue vai a colpo sicuro!"

Che cosaaa? Preferite ascoltare gli mp3 scaricati da internet? NO! Comprare o non comprare! Non c'è ascoltare mp3 scaricati. Forse chiedo l'impossibile, ma per Blue questo ed altro.

 

VITAMINLESS

8 Tracce       >>> Vai alla Scheda del CD - Recensione di Jack Frost!

 

Il Parere di Spike82  \______________________________________________

 

Creare un album che ruota intorno alla sigla di coda più bella di tutti i tempi è una terribile tecnica per fare soldi, è ovvio che i fans se lo comprano nonostante il prezzo e le poche tracce (tra cui due già presenti sull'ost#2).

The Real Folk Blues di sicuro vale l'acquisto, ci mancherebbe; però non mi sembra giusto parlare solo dell'ending theme quando si discute di Vitaminless. A parità di tempo gira nel mio lettore anche Piano Bar I, gira e rigira. Anche il piano di Mark Soskin vale l'acquisto, è uno de pezzi più rappresentativi della serie. Un mio parere negativo? Mah, ammetto che a volte ho pensato che Vitaminless è un ost mancato. Poteva davvero esserci un OST#4 nella nostra collezione, poteva essere una soundtrack composta dalle tracce di Vitaminless più quei bgm che poi sono diventati materiale inedito per il cdbox.

Comunque è inutile pensare a queste cose, in ogni caso Vitaminless deve essere assolutamente presente nella vostra pila di cd.

Trovo bellissimo il disegno di Kawamoto sul cd , nero su giallo. Per quel disegno nei credits oltre a Kawamoto viene citata anche ED, questo perchè lei ha disegnato uno Swordfish ^^

 

MUSIC FOR FREELANCE

Cowboy Bebop Remixes

15 Tracce      >>> Vai alla Scheda del CD - Recensione di Jack Frost!

 

Il Parere di Spike82  \______________________________________________

 

Proprio ora, mentre sto scrivendo, sto ascoltando Music For Freelance. Devo rinfrescarmi la memoria perchè questo cd sinceramente non lo ascolto quasi mai.

Prestare le nostre canzoni preferiti a famosi artisti occidentali per farne dei remix mi sembra una buona idea, rischiosa ma buona, originale. Per rendere la cosa più bella hanno inventato anche una storia dietro, un Dj di Radio Free Mars che parla dei Seatbelts e di questi artisti Freelance che vogliono portare alla ribalta il "vecchio" gruppo del 2048. Music For Freelance ha raggiunto i suoi propositi?

Quello che dice Jack Frost nella rece è quello che penso.

Alcune tracce si lasciano ascoltare, altre sono da evitare.

Personalmente mi tengo alla larga dalle canzoni troppo ripetitive, ma alcune tracce però meritano davvero l'ascolto. Tank! remix è allegra e ritmata, non sembra quasi un mix. Il suo difetto credo che sia la durata, in tutte le salse Tank! non basta mai. Certo, un remix che non cambia la canzone alla radice (sia chiaro, senza distruggerla)  non è un vero remix e Tank! Remix non è un lavoro con le palle. Da fan penso che per Tank! non avrei accettato troppi casini, sarebbe stata un'operazione rischiosa quella di osare. Come dice Jack, però, Luke Vibert poteva osare un pò di più.

Altrettanto interessante, bello e piacevole è il remix di Piano Black, ottimo anche il lavoro fatto dai 4 Hero su Space Lion. Una traccia che non riesco a digerire è Fe Remix, ascoltate la vera Fe sul CDBOX.

Le tracce Radio Free Mars Talk sono una arma ad un solo colpo e le ascolterete tanto per curiosità, certo però che il Dj non mastica bene l'inglese.

In definitiva...

Questo Cd non è adatto al semplice appassionato, è un qualcosa in più che non è indispensabile, consideratelo come ultimo acquisto... se proprio ci tenete alla collezione.

 

THE MOVIE

_____________________________________/  LYRICS  \__/  MUSIC GALLERY  \_____

FUTURE BLUES

Cowboy Bebop - Knockin' On Heaven's Door Original Soundtrack

18 Tracce      >>> Vai alla Scheda del CD - Recensione di Jack Frost!

 

Il Parere di Spike82  \______________________________________________

 

Non ho proprio niente da dire, Jack Frost parla anche per me nella recensione. E' l'OST del film, dannatamente bello e vario, da acquistare ad occhi chiusi. La vostra collezione potrebbe fare a meno di un Music For Freelance, ma Future Blues non può mancare. Compratelo anche se non avete visto il film.

La colonna sonora della Serie TV vi ha deluso? No? Allora dubito che Future Blues vi deluderà, Yoko Kanno and The Seatbelts sono un sinonimo di qualità.

Non vi vedo convinti, volete qualche optional di serie? E va bene, beccatevi pure il mini cd Cowgirl Ed OST che contiene bgm inediti della serie.

 

Vi avverto, esiste una versione (naturalmente costosa) dove oltre all'OST Future Blues c'è un Ask Dna che contiene anche le tracce del Cowgirl Ed OST. In pratica è un Future Blues con due cd che vi permette di farvi l'intera colonna sonora del film in un unico colpo, è così che ho fatto io.

 

ASK DNA

Cowboy Bebop - Knockin' On Heaven's Door Maxi Single

5 Tracce       >>> Vai alla Scheda del CD - Recensione di Jack Frost!

 

Il Parere di Spike82  \______________________________________________

 

Anche il Film ha il suo Vitaminless? La tecnica è quella, in questo caso si tratta della sigla di testa Ask Dna. Mah, ormai ci siamo abituati ai mini album e questo è un piccolo tesoro che non si può perdere. Solo una canzone su cinque è già presente sull'OST, una piccola versione di What Planet is This?!; il resto sono tracce davvero uniche. Escludendo l'opening Theme mi va di sottolineare Is it Real? (che è un pò il tema di Vincent) e il pezzo arabo Hamduche. Quest'ultimo tra i bgm arabi del film è il più bello, ascoltatelo.

 

MORE STUFF

COWBOY BEBOP - CD BOX

ORIGINAL SOUNDTRACK LIMITED EDITION

CD 1: 31 Tracce;  CD 2: 25 Tracce;  CD 3: 24 Tracce;  CD 4: 13 Tracce;

8cm mini CD: 3 Tracce;

 

Il parere di Spike82  \______________________________________________

 

Quando ancora non si parlava del film e tutte le attenzioni erano rivolte ai cd della serie era inevitabile porsi questa domanda:"Un sacco di tracce non sono presenti sui 4 cd, le avremo mai?". In effetti molti BGM mancavano all'appello e ogni volta che rivedevo un episodio andavo a caccia di questi pezzi. L'uscita di Future Blues è stato il primo assaggio di tracce inedite, quel Cowgirl Ed ost conteneva ben 6 bgm. Papa Plastic da sola valeva l'acquisto, ma non eravamo del tutto soddisfatti, troppe canzoni mancavano nella nostra collezione. Cowboy Bebop è finito, lasciamo perdere una possibile nuova serie, o un nuovo film e il merchandise vario, la Serie ed il Film rappresentano tutto per me. Quando vidi il sito ufficiale scomparire gradualmente pensai:"E' davvero finita, non li avremo mai tutti quei BGM". Il sito ufficiale ha chiuso i battenti lasciando nelle mani di noi fan il compito di divulgare Bebop, ma devo dire che hanno chiuso con classe. Prima di morire del tutto un titolone in grassetto annunciava "The Last Big News - Cowboy Bebop CDBOX". La sola parola CDBOX riempiva la mia bocca, si pregustavano già tutte le tracce inedite. Una lacrimuccia per il sito ufficiale l'ho versata, mi è sembrata davvero la fine. In un certo senso il CDBOX è la fine, un modo per mollarci quello che fino ad ora non ci avevano mollato (ma non è quello che volevamo? Sì, però io sono sempre triste).

Il CDBOX, con questa grafica e disegni nuovi è composto da 5cd.

 

I primi Tre contengono molte tracce dialogo, sono piccoli estratti della serie tv. Faranno la loro scena, la scelta e la disposizione intendo, ma li reputo inutili. Non mancano le canzoni già presenti sui vecchi cd e naturalmente le famigerate tracce inedite (finalmente!!).

 

Il Quarto cd è diverso, contiene le tracce del Live dei Seatbelts 2001 "Earth Girls are Easy", l'opening Theme e bgm inediti del film Knockin' on Heaven's Door. Per chi non ha la possibilità di vedere il concerto sul DVD Future Blues, l'alternativa audio che offre il quarto cd è quasi più valida di quella video, almeno stando a quello che si dice in giro del DVD.

 

Il Quinto è un mini cd da 8cm. Forse questo potevano risparmiarselo, ma visto che è mini non stona poi tanto (magari avevano un buco da coprire nel box). Dico questo perchè le tracce che contiene non sono in stile Cowboy Bebop. Una "Tank!" cantata da Ed e Ein e una "Go Go Cactus Man" cantata da Andy non sono cose molto portate all'ascolto, però sono divertenti.

 

Il CDBOX non sarebbe stato un buon boxset senza un libretto da 52 pagine con info varie.

 

Che dire del CDBOX....

Il CDBOX  è il "gadget" definitivo, il Vero Fan deve averlo. Per il semplice appassionato che ha già la sua bella e losca collezione di mp3 potrebbe acquistare lo stesso valore di Music For Freelance, se proprio si deve comprare un cd originale è meglio buttarsi sui vecchi ost. Secondo me per chi ha già tutta la colonna sonora sul pc e allo stesso tempo vuole materiale originale (e possibilmente qualcosa di vario), fa bene a cercare il CDBOX. Perchè? Bè perchè è una raccolta delle migliori canzoni presenti sui vecchi cd, ha un bell'aspetto ed è ricco di bgm inediti, che cosa volete di più dalla vita? Lo so, non ditemelo, un enorme salvadanaio a forma di Jet dove poter inserire le monete da 2,00€ nella sua testa pelata. Parlando di teste, ce n'è una che si è divisa in due: la mia.

Da una parte trovo il CDBOX grandioso, venderei l'anima per poterlo avere; dall'altra però, quando inizia a ragionare il portafoglio penso che, escludendo gli inutili dialoghi e le canzoni già presenti sui vecchi cd, restano un numero di BGM da poterne realizzare un solo cd pieno di tracce inedite. L'idea non sarebbe stata grandiosa come il CDBOX, però sarebbe stata alla portata di tutti considerando il fine in questione, cioè vendere le tracce inedite.

Ultima mia nota negativa: Lasciando perdere che è un'edizione limitata, alla luce del prezzo e di alcune tracce che potevano anche non essere messe (ad esempio i dialoghi), manca nel CDBOX il bgm del film della scena della Monorail, quando Spike insegue Vincent. Riuscirò mai ad avere quella canzone?

 

FUTURE BLUES DVD

A film by KATSUO NAGAISHI, Music by YOKO KANNO

 

Il Parere di Spike82  \______________________________________________

 

BOH! No davvero, non saprei che dire. Non l'ho visto e se ne parla poco in giro.

Per fare una cosa alternativa e per approfittare dell'uscita del film in Giappone, Yoko Kanno ed un altro tizio hanno messo su 'sto film, ammesso che sia un film. Per quello che ne so, una parte del dvd è dedicata alle avventure di un ragazzo, quel tizio sulla cover di Future Blues. La cosa certa e che il presunto film ha la colonna sonora di Heaven's Door, come se fosse una sorta di video insomma. La trama mi è oscura e non vorrei sparare cazzate a linea retta, ho letto alcune cose a riguardo, ma le informazioni si contraddicono e sono abbastanza confuso; comunque il dvd continua con il video del concerto dei Seatbelts. Non lo nascondo, non ho sentito parlare molto bene di questo DVD, io comunque sono curioso di vederlo.

Spero in futuro di poter scrivere un parere più serio e professionale.

 

COWBOY BEBOP - BAND SCORE

Three, Two, One, Let's Jam!

 

Non poteva certo mancare per questa serie un libro con gli spartiti delle canzoni più famose: Tank!, Rush, Space Lion, Cats on Mars, Memory e The Real Folk Blues. Bello da avere, ma soprattutto bello per chi lo può utilizzare.

Spero in futuro di avere più immagini da mostrarvi, per ora beccatevi queste:

 

              

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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BLUE CROW STUFF

 

LYRICS

Tutte le canzoni di cui sono disponibili i testi si trovano nella pagina delle Lyrics.

Se notate degli errori di trascrizione fatemelo sapere.

 

JUKE BOX

Il Juke Box del Blue Crow vi consente di ascoltare tutte le canzoni di Cowboy Bebop in formato real media!

 

MUSIC GALLERY

Siete curiosi di vedere come sono fatti i CD originali? Questa gallery fa per voi!

Certo che è una rarità, scansire in quel modo vuol dire rischiare di rovinare i libretti dei cd (i miei già mostrano una certa età). Proprio per questo, cari colleghi della rete, evitate di usare queste immagini per metterle nelle vostre gallery. Se ci tenete anche voi a fare scena aprite a 180° i vostri libretti originali.

 

WALTZ for VICIOUS85

La rubrica di un giovane musicista. Vai Luca, che i Seatbelts siano con te!

 

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"Cowboy Bebop. Non è una coincidenza che persino nel titolo vi sia un richiamo così forte alla musica; il Bebop prende il suo onomatopeico nome da un genere musicale nato sotto la grande ala del jazz, che purtroppo non ha avuto il successo dello Swing o della Fusion, ma che ha lasciato nel cuore degli appassionati splendidi ricordi. A dir la verità fu anche questa anacronistica commistione di nomi che mi fece avvicinare alla serie di Watanabe: mi è sembrato quanto meno curioso l’accostamento di un termine puramente musicale come Bebop, ad un simbolo della storia americana come il cowboy. E forse si sarebbe potuto pensare che fosse solo una mossa pubblicitaria; spesso le produzioni giapponesi vanno a pescare i titoli secondo la fonetica del vocabolario inglese. Ma questo titolo, alla luce della serie, è qualcosa di diverso: session dopo session, incominci a capire il reale significato di quelle due parole accostate, sembra, dal puro caso. Capisci come l’intera serie ruoti intorno sì a Spike & Co, ma anche e soprattutto alla musica di Yoko Kanno. E’ questa la grande magia di CB: le note non sono il corollario delle immagini, ma la genesi. Il lavoro che ha intrapreso lo staff Sunrise insieme a Yoko è stato completamente diverso dall’usuale; la musica doveva essere protagonista, non assoluta, ma comunque protagonista. Raramente si è visto qualcosa del genere in una produzione animata, e forse anche per questo la O.S.T. di Cowboy Bebop è la migliore mai composta. Sin dalla prima volta che sentii la musica di YK me ne innamorai; ma prima ancora che appassionato sono un musicista e il mio obiettivo diventò quello di riuscire a suonare con la mia chitarra, quello che YK ha scritto. Incominciò così un lavoro fatto di orecchio e prove, che ha portato al termine il risultato che Spike82 (che mai finirò di ringraziare) mi concede di mettere on-line. D’altronde è un piccolo dono per un grande sito. Ma è anche e soprattutto un omaggio ad un lavoro splendido, ma estremamente handicappato dalle logiche assurde del mercato (mai ossimoro fu usato più giustamente). Spesso, tranne che per eccezioni quali Ryuichi Sakamoto, la musica con gli occhi a mandorla, non arriva neanche nei nostri negozi, se non nelle fumetterie, ma solo nel caso sia un O.S.T.. Mi è sembrato giusto, quindi, dare la possibilità a molte persone di suonare e quindi appassionarsi allo splendido lavoro di YK, in modo da far crollare qualche mattone di quel muro che spesso ci priva di qualche gemma."

Vicious85

GUITAR TABS*

di Luca "Vicious85" Serpietri

 

From TV SERIES

From The Movie Knockin' on Heaven's Door

 

*per visualizzare correttamente le Guitar Tabs di Vicious85 dovete disporre del font Corrier New, altrimenti sarebbe impossibile capirci qualcosa.

MORE TABS AND STUFF...

 

di RADICAL EDWARD

 

BASS TABS

MIDI

 

 

CALLISTO NO BLUE CROW - REVIEWS

 

Quando iniziai a lavorare a questo sito già sapevo che dei miei piccoli commenti alla colonna sonora di Cowboy Bebop non potevano bastare, non mi sono mai ritenuto degno di scrivere delle recensioni musicali, che scritte da me non sarebbero mai state all'altezza di un anime che vive soprattutto per la musica. Quando non riesco a fare determinate cose, senza vergognarmi delle mie lacune perchè nessuno è perfetto, chiamo in mio aiuto persone come Jack Frost. Mio cugino ha un bagaglio musicale molto superiore al mio, in più non si fa problemi a criticare anche le cose che ama e se ha da dire delle cose le dice. La musica di CB è una colonna sonora, è perfetta per quel ruolo, ma è anche possibile ipotizzare, per la sua natura eccezionalmente varia, di vederla spopolare anche tra i non appassionati di anime. Lasciando perdere il pregiudizio su queste cose, che avvolge una buona percentuale dell'umanità, la musica di CB è talmente varia che può piacere a tutti, può soddisfare tutti, dai meno esigenti agli intenditori, da chi ama gli anime a chi no. Sarà Yoko Kanno, saranno i tantissimi pezzi cantati, saranno i bgm che chiamarli semplicemente così è una bestemmia, tutto può andare oltre alla sola definizione "colonna sonora" con Cowboy Bebop.

 

JACK FROST

Le recensioni nelle schede dei cd sono sue. Volete comprarvi la colonna sonora di CB ma non avete abbastanza soldi per prendervi tutti i CD? (Vendetevi l'anima!) Non sapete quale scegliere? Non avete la minima idea di quale sia il cd più adatto ai vostri gusti? Leggetevi le recensioni di Jack, sono lucide, belle e quasi del tutto prive di note personali legate all'anime. Sono commenti che definisco oggettivi e rivolti non solo all'appasionato di CB, come se il tutto fosse solo una colonna sonora, ma all'appassionato della buona musica (non necessariamente amante degli anime) che vuole aggiungere alla sua pila di cd materiale di alta qualità.

 

SPIKE82

In verità non ho molto da dire, le recensioni di Jack sono perfette e nella maggior parte dei casi rappresentano anche il mio pensiero. Non mi vedrete intervenire dove lui ha scritto. Io sono solo un fan, un fan di solito ha la coscienza sporca perchè tende sempre a tramutare le cose negative in positive.

Quando Jack ha scritto le recensioni si è messo nei panni di un tizio qualunque che trovandosi in una stanza ad un tratto ascolta le canzoni di Bebop, senza sapere che si tratta di una colonna sonora di un Anime. E' questo quello che volevo.

Quello che io penso della musica di CB è sparso su alcune pagine del sito. I miei piccoli commenti sono decisamente soggettivi, da fan pazzo insomma. Sono contento che le canzoni di Bebop potrebbero davvero piacere anche a chi non segue la serie, ma non ci penso più di tanto. Nel caso di Bebop la musica e l'animazione sono un'unica entità, per me è importante sapere che quella canzone è legata a quel determinato scorrere di immagini. Bisogna far conoscere la musica di Bebop agli altri, ma non bisogna nascondere a cosa è legata.

Ascolta Bebop e Vedi Bebop.

 

 

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